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Stoner – John Williams

Scritto nel 1965, inizialmente il libro non ha riscosso successo. Ripubblicato nel 2006, grazie al passaparola e ai social network, è diventato un best seller.

E’ incredibile come l’autore sia riuscito a rendere interessante una vita apparentemente così triste, piatta, dove tutto resta pressoché invariato nel corso degli anni.

William Stoner è un uomo che ha trascorso la sua infanzia aiutando suo padre a lavorare la terra finché non ha avuto la possibilità di studiare, iscrivendosi all’università del Missouri. Successivamente, diventa professore presso la stessa università e sposa una donna che non l’ha mai amato, anzi, che lo disprezza e che gli renderà la vita impossibile. Insieme hanno una figlia, che Stoner ama moltissimo ma la quale subisce il clima famigliare teso e triste e trova un pretesto per allontanarsi da casa appena possibile.

Stoner è un uomo buono, onesto, dimesso, che affronta la vita con calma e pacatezza. Lavorerà tutta la vita nella stessa università e passerà nottate intere a leggere e a studiare, nello stesso ufficio, con le stesse persone che gli gravitano attorno.

Nonostante sua moglie sia insopportabile con lui e faccia di tutto per contrastarlo, lui la tollererà, con incredibile pazienza, per tutta la vita. Vivrà (grazie a dio…) il suo momento di innamoramento folle, con una studentessa che incontra all’università… ma anche questa parentesi felice sarà destinata ad interrompersi bruscamente…

Il libro finisce con una descrizione così dettagliata della morte e della sensazione che essa porta con sé, che ha dell’incredibile. L’autore è bravo da togliere il fiato.

Una storia che vi sembrerà, apparentemente, la narrazione di una vita monotona di un uomo qualunque. Proseguendo nella lettura invece (e soprattutto quando avrete finito di leggerlo) capirete il tenore del capolavoro di scrittura e narrazione.

Il mio voto su 10 è 8.

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