L’amica geniale – Elena Ferrante

Sono solita leggere i libri molto tempo dopo rispetto a quando tutti ne parlano. Questo perché mi piace lasciare passare “la moda del momento” e non farmi influenzare dalle recensioni o semplicemente da chi intorno a me l’ha già letto. Quindi ecco solo ora il mio commento sull’Amica geniale di Elena Ferrante.

Per me l’inizio non è stato facile. Lo pensavo un romanzo immediatamente avvincente, uno di quei libri che ti trascinano fra le sue pagine fin dalle prime righe. Invece non è stato così. E un altro elemento che all’inizio è stato per me negativo è che le prime pagine sono dedicate a un elenco di nomi e ruoli dei personaggi che incontrerai nel libro. Questo, personalmente, mi ha un po’ sconfortata perché quando leggo devo essere “mediamente rilassata”: non mi piacciono le storie intricate, con troppi nomi, parentele, ruoli da ricordare. Quindi, il primo incontro non è andato bene 🙂 E nemmeno gli altri, fino diciamo a metà libro. Ma chi la dura la vince…e a un certo punto è successa una cosa che non ricordo essermi mai successa prima con la lettura di un libro: mi sono resa conto che invece ero affezionata alla storia che stavo leggendo, al rapporto di amicizia prima di bambine, poi di adolescenti e poi di giovani donne delle due protagoniste. Cresciute nei miserabili rioni della periferia napoletana, le due bambine hanno un rapporto di amicizia davvero speciale e l’autrice riesce, in maniera a mio avviso eccezionale, a raccontare le due individualità distinte ma in maniera totalmente fusa e coesa.

Le protagoniste sono molto diverse in termini di personalità e carattere. Eppure hanno un legame fortissimo che le porta a compensarsi e a crescere parallelamente, dandosi energia e forza a vicenda. La vita del rione poi, è descritta in maniera così limpida che vi sembrerà di camminare in quelle vie insieme alle amiche.

Se avete avuto la fortuna di crescere con un amico o un’amica fin da quando eravate bambini, vi colpirà in maniera pazzesca quanto l’autrice è riuscita a cogliere e descrivere il VERO significato dell’amicizia.

Non dico altro. Anzi, mi direte voi.

Io ora leggo il sequel: Storia del nuovo cognome.

😉