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La malinconia e il fascino dei luoghi abbandonati

Poche cose nella vita riescono a farmi sentire la sensazione della malinconia, ma alcune ci riescono potentemente.

♠ il negozio di costumi da carnevale che durante i mesi di festa viene preso d’assalto e ora è vuoto, e sulla vetrina c’è la scritta “tutto all’80%”

♠ le località di mare a inizio ottobre, quando tutto è vuoto, ritirato e spento, mentre solo un mese prima non ci si poteva muovere, le luci illuminavano tutto, la spiaggia era calda e le sere profumavano di zucchero filato

♠ le stazioni dei treni in periferia, la notte, con le banchine vuote e il solo rumore del ticchettio dell’immenso orologio sospeso. Il mattino seguente la gente in piedi, in attesa, rivolgerà lo sguardo mille volte e solo a lui

♠ i ristoranti chiusi, al mattino presto. La sera prima erano pieni di vita, di tavole apparecchiate in ordine o tavole incasinate di piatti, chiacchiere, vino, cellulari e storie delle persone di passaggio

♠ le case e i luoghi disabitati, abbandonati. Qui la sensazione è sempre un mix di malinconia e fascino. Immagino sempre chi ci poteva abitare o lavorare, come potevano essere arredati o vissuti, quanti segreti custodiscono quelle mura

A proposito di disabitato/in rovina…visto che l’argomento mi affascina…vi segnalo 2 profili Instagram da seguire con foto stupende di luoghi abbandonati. Uno dell’inglese Simon Yeung https://www.instagram.com/irnmonkey/ e l’altro del giapponese neji_maki_dori: http://instagram.com/neji_maki_dori

p.s L’illustrazione è di Pascal Campion. Sua pagina fbk: https://www.facebook.com/pascalcampionart/?fref=ts Lo trovate anche su Instagram. A me piace da morire…illustra situazioni di vita dolci e profonde, estremamente vere.

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