Taj

India delle meraviglie e dei contrasti

Eccomi. Tornata da 5 giorni ma con l’India ancora negli occhi.
Alcuni di voi, seguendomi in viaggio, mi hanno detto “Non avrei il coraggio di andare, avrei paura”. Ecco, no. Paura dell’India (o, perlomeno, del Rajasthan dove sono stata io) direi di no. Piuttosto, dovete essere pronti a odori forti, a gusti forti e a una cultura completamente diversa dalla vostra. Se avete voglia di questo, di entrare in un mondo “al contrario”, l’India vi riempirà di bellezze… e anche di contrasti.

Ma andiamo con ordine. Ecco il mio itinerario: Delhi, Mandãwa, Bikaner, Jaisalmer, Jodhpur, Udaipur, Pushkar, Jaipur, Agra. In 15 giorni, 3500 km. Quindi considerate che ogni giorno in media ci sono 5 ore di macchina da fare e siamo rimaste 2 notti solo a Delhi, Jaisalmer, Jaipur e Agra. Insomma, roba che quando tornerete avrete bisogno di una vacanza… ma anche la stanchezza fa parte del viaggio.

Organizzazione: ho viaggiato con Amélie, quindi eravamo 2 donne. Quando abbiamo iniziato ad organizzare ci hanno consigliato di non viaggiare “fai da te”, come abbiamo sempre fatto in Asia negli ultimi anni. Quindi ci siamo affidate (grazie al prezioso consiglio della travel blogger MinimeExplorer, aggiungetela su Instagram, è fantastica!) ad Evaneos (www.evaneos.it) che opera solo online e che, in maniera a dir poco efficiente, mi ha messa in contatto con un tour operator locale. Ho quindi parlato con Aman, dell’agenzia PassoInIndia (https://www.passoinindia.com/) con sede a Delhi. Aman parla italiano perfettamente e ci ha organizzato sia l’itinerario, sia il driver che ci ha accompagante per 15 giorni, sia gli hotel. Aman è stato professionale, disponibile, competente, affidabile ed altrettanto è stato il nostro driver.

Altri consigli pratici: se viaggiate solo fra donne, non uscite la sera. Tanto se andate in India di certo non state cercando una vacanza da discoteca. Meglio non rischiare, anche perchè la sera c’è davvero poco da fare.
In generale (anche per chi viaggia fra uomini o con uomini): scegliete degli hotel che abbiano una buona/eccellente categoria (un 4/5 stelle in India costa come un 2 stelle in Europa), vestitevi con pantaloni lunghi (leggeri naturalmente), maniche corte e scarpe chiuse. Nei templi non si entra né con gambe né con spalle scoperte. La loro cultura non contempla abiti succinti e io credo fermamente che i costumi del paese che vai a visitare vadano severamente rispettati. Comprate un igenizzante per le mani perchè spesso è difficile trovare del sapone, salviette umide e tutto ciò che vi farà sentire puliti. Una chicca: visto che spesso nei templi si entra senza scarpe, portatevi dei calzari di plastica così non sporcate le calze/non andate in giro a piedi nudi e a livello igienico vi sentirete meglio.

L’india è sporca, sì, lo è. Soprattutto per noi che siamo nati disinfettati. Quindi non è un paese adatto agli schifiltosi. Un po’ di stomaco e di “chissenefrega” servono, quindi se non avete questa indole meglio scegliere un’altra destinazione. Inoltre, in India c’è un traffico che Bangkok a confronto è tranquilla. E non ci sono regole, vige l’autogestione. Quindi mettetevi in modalità “non guardo” e affidatevi al driver senza tanti pensieri.

Cosa mi è piaciuto di più: la luce, i colori e l’anarchia. C’è sempre una luce forte, chiara, che accende il paese dall’alba. Non avevo mai visto una luce così. Le donne nei loro tipici sari poi, con quei colori meravigliosi, ti fanno entrare in una realtà che a tratti sembra incredibile, dove per le vie di una città vedi passare contemporaneamente un uomo con un cavallo, cento tuk-tuk, due cammelli, quattro donne con la spesa caricata sulla testa, duecento motorini, gente indaffarata a piedi, automobili e scimmie. Non ci sono regole, e a tutti va bene così.

Da non perdere: la vecchia Delhi (vi catapulterete indietro di 250 anni in un luogo unico al mondo) e il forte di Jaisalmer, ancora abitato e di incredibile bellezza. Ah, e naturalmente, il Taj Mahal (che è la conferma che non esitono più gli uomini di una volta 🙂 🙂 ).

Potrei scrivere centinaia e centinaia di altre cose, ma non voglio rovinarvi le sorprese che l’India riserva, se deciderete di andarci.
Chiudo con i contrasti. È un paese, come sappiamo, poverissimo. Quindi da un metro ad un altro incontrerete il degrado assoluto, persone che vivono per strada riparate da stracci baganti dalla pioggia, contrapposto a ricchezze immense e meravigliose (palazzi, fortezze, templi, dimore di Maharaja passati, presenti e futuri). Questo per me è stato abbastanza destabilizzante.

 

Ho recentemente letto questa frase, di Maometto: “Non dirmi quanti anni hai, o quanto sei educato e colto, dimmi dove hai viaggiato e che cosa sai.” che mi ha fatto pensare che viaggiare, effettivamente, arricchisce in maniera diversa da qualsiasi altro tipo di arricchimento (culturale, spirtuale, materiale, …) e aiuta a renderci consapevoli di chi siamo e di cosa vogliamo.

Spero di esservi stata utile, mi piacerebbe ricevere le impressioni di chi in India ci è già stato e, in futuro, di chi ci andrà.
Namasté.

P.s Le foto del viaggio le trovate sulle mie pagine Fbk e Instagram 😉

 

 

8 Responses
  1. Come mi dispiace tu sia già tornata e non vedere più queste belle Stories colorate 😉 ora mi tocca andare di persona!

    1. Ahaha grazie Tessa! Se vuoi torno eh?! 🙂 Però sì, direi che sarebbe bellissimo se ci andassi anche tu! 😉

  2. Scrivi reportage mirati, mai troppo lunghi, che danno informazioni utili ma soprattutto offrono al lettore il sapore del viaggio. Ottimo lavoro e bella avventura! 😉

    1. Wow, se arriva da te doppio complimento! Grazie 🙂

  3. As if Italy is a place where all the streets smell of rose and lavender. Take a stroll on the streets of Rome, Lady and then compare India with your country.

    1. I’m from Switzerland, not from Italy. But also my country it’s not perfect 🙂 I think I wrote only the reality of India, I’m sorry if I offended you.

  4. Mi sembra di sentirti parlare e di vederti gesticolare 👩🏼🙋🏼‍♀️🙅🏼‍♀️😘😘😘

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