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Famiglia

Ieri, per puro caso, mi sono ritrovata seduta a pranzo con i miei genitori e mia sorella – la mia famiglia diciamo “d’origine” – nella casa dove sono nata e cresciuta.
Vi dico per caso perché, come potete immaginare, più si cresce, più è raro condividere dei momenti in famiglia come quando eravamo bambini.

Ascoltavo e guardavo i miei genitori, pensavo ai sacrifici che hanno fatto per noi, alle litigate furiose nel periodo dell’adolescenza, alle canzoni di Phil Collins cantante in macchina con la mamma o ai giri in vespa con papà. A quella vacanza in Costa Azzurra o a quel capodanno a Parigi, a quante (ma quante!) cose sono successe nella nostra famiglia per farci diventare, tutti, ciò che siamo oggi.

Poi guardavo mia sorella, che ammiro come nessun’altra persona al mondo e mi sono ricordata delle litigate perché ci rubavamo i vestiti dall’armadio, delle nostre ridarelle incontenibili, delle mie corse nel suo letto quando facevo i sogni brutti, della sua visita a Londra, di quel mazzo di fiori, premonitore, quel giorno, a Milano. Del nostro bracciale.

E ho pensato a che figata sia la famiglia. A prescindere dalla tipologia (Mulino Bianco, Addams o Roses), insieme o separata, d’amore e d’accordo o nessuna di queste. Io intendo il concetto generale di famiglia. Quello che ci lega indissolubilmente, che ci fa crescere, anche se ognuno a modo suo. Non credo ci sia niente di potenzialmente più forte della famiglia.

Lo so, è un post un po’ romantico. Ma lo scopo, per me, non è pensare a quanto sono fortunata (almeno non in questo contesto) ma riflettere in generale sugli strumenti che nella vita abbiamo a disposizione e che possono “fare la forza”, nonché la differenza.

Spero possa essere uno spunto di riflessione anche per voi.
Baci&abbracci (oggi alla Mulino Bianco) 😉

 

4 Responses
    1. … perfetto per chiudere in bellezza le smancerie ed alzare il picco di accessi al blog sorellona 🙂 🙂 🙂 (anch’io!)

  1. Verissimo! La nostra famiglia d’origine, in fondo, è una certezza. La mettiamo alle spalle di quella che ci formiamo. Tuttavia, quando (parlo della mia esperienza diretta) si sbriciola, rimane il rifugio indistruttibile dove ripararci. Perché nessuno può vivere senza una casa, senza affetti certi: e mi riconosco molto negli episodi che citi. Se ci pensi, persino le navi portaerei, che sono gli strumenti bellici più potenti e più grandi del mondo, ogni tanto, rientrano in arsenale

    1. Niente e nessuno è così potente da non sentire il richiamo di casa. Grazie Silvano, un abbraccio!

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