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Cosa non voglio

Il mese di dicembre è sempre un mese nel quale rifletto di più su me stessa: penso a cosa ho fatto e a cosa non ho fatto, a quello che avrei potuto evitare e a quello che invece avrei dovuto dire o fare. All’inizio ne esce sempre una lunga lista incasinata. Poi unisco dei punti, ne cancello altri, seleziono i più importanti ed ecco che ne esce un bilancio di come sono andate le cose e, automaticamente, una visione sull’anno che sta arrivando. La cosa utile è proprio scrivere la lista. Perchè averla lì, davanti agli occhi, è molto più incisivo che semplicemente pensarci mentre guido verso casa, o prima di addormentarmi.

Quest’anno però sta succedendo una cosa strana: le mie riflessioni di autovalutazione stanno portando soprattutto a ciò che non voglio.

Ricordo che mio papà (il Gianni!) quando ha compiuto 70 anni ha detto “Io da oggi non faccio più quello che non mi va di fare, dico sempre ciò che penso e non scendo più a compromessi di nessun tipo!” Mi ha fatta sorridere – prima di tutto perchè l’ha naturalmente detta in maniera mooolto più colorita di come ve la sto riportando – e poi perchè ho capito benissimo il suo sentimento. Arrivato a un certo punto della tua vita, perchè devi fare o dire ciò che gli altri si aspettano? Ma zero proprio. Il problema è che a me questo pensiero è venuto a 35 anni… 🙂

Quindi ecco la mia lista di cose che non voglio (o non voglio più) per il 2020:

  • Dire di sì quando penso di no.
    Negli ambiti più disparati come fare qualcosa, esprimere un’opinione, motivare una scelta. Spesso dico di sì o sono accondiscendente perchè è più facile che dover giustificare un no. Ma poi mi pento, perché quel sì prima o poi chiederà il conto. Quindi… è ora che la smetta.
  • Perdere tempo con persone che non aggiungono niente alla mia vita.
    Questo è un ragionamento che potrà sembrare cafone ma, in generale, abbiamo già poco tempo, è stupido sprecarlo con persone che non ti danno nessun tipo di valore aggiunto. E il valore aggiunto va dal semplice divertimento, a una chiacchierata che ti arricchisce, all’aggiungere delle consocenze alla tua vita personale o professionale, a molto altro… ma deve essere sempre e comunque costruttivo. Perdere tempo con persone che non aggiungono niente a quello che sei non ha più senso per me.
  • Andare sempre a mille.
    I miei due lavori (che amo!) mi concedono ben poco tempo libero e mi rendo conto che la mia testa pensa – o, meglio, va a mille – circa 19 ore su 24. Questo mi porta ad essere iper produttiva per qualche ora al giorno ma anche molto improduttiva e stanca per le restanti. Non staccare mai è controproducente… è ora che io impari a rallentare, a concedermi dei “vuoti creativi” dove non penso a nulla (perlomeno non al lavoro!). Di tutti i punti questa sarà la sfida maggiore (mi conosco…) 🙂
  • Preoccuparmi per cose che non posso prevedere.
    È la mia specialità, lo ammetto. Preoccuparmi per ciò che succederà in futuro e che, vista la momentanea assenza di una sfera magica che mi permetta di prevederlo, è naturalmente fuori dal mio controllo. Rientra nella perdita di tempo… meglio pensare al “qui e ora” va, che già non è cosa da poco! 😉

 

5 Responses
  1. Inizio con una famosa poesia di Montale che mi ha ricordato il tuo scritto e la particella “non”

    Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
    l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
    lo dichiari e risplenda come un croco
    Perduto in mezzo a un polveroso prato.

    Ah l’uomo che se ne va sicuro,
    agli altri ed a se stesso amico,
    e l’ombra sua non cura che la canicola
    stampa sopra uno scalcinato muro!

    Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
    sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
    Codesto solo oggi possiamo dirti,
    ciò che non siamo, ciò che non vogliamo

    Una poesia che credo rinchiuda anche il tuo pensiero.

    Continuo con alcune considerazioni: questi pensieri ti sono venuti a 35 anni. Pensa che ad altri non vengono mai e continuano come se nulla fosse. Pensa che ad altri ancora vengono più tardi (e in questa categoria mi ci metto pure io). Sto imparando pure io a dire di no quando penso di no. E pure a non perdere tempo con persone delle quali mi importa meno di niente. È importante prendersi tempo da dedicarsi. Le passioni sono fondamentali, ma anche il silenzio e la noia. Ma soprattutto è fondamentale perdere il controllo. Le cose inaspettate e più belle avvengono senza che le possiamo prevedere. Pensa a un libro che ti sorprende, a un film che ti tocca, a una musica che ti emoziona e a un incontro inaspettato. Sono i momenti più veri. Bene che te ne sei resa conto.
    Non ci conosciamo Fede e non so se ci conosceremo mai, ma posso solo dirti “continua così”!

    1. Bé che dire Nicola, potevo chiudere quest’anno con un commento più bello? GRAZIE. Dopo averti letto ho deciso che l’augurio che farò per il 2020 sarà “ti auguro di perdere il controllo”. Stupendo. Che ne dici? Un abbraccio.

  2. wow,
    beh, mi sembra il miglior augurio che si possa fare a qualcuno!

    Fede, tanti auguri! E al prossimo tuo scritto.

  3. Come sempre materializzi in maniera favolosa i pensieri di tutti noi! Complimenti Fede! Posso “prendere in prestito la tua lista”? 😉

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