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Comunicazioni immaginarie

La mia deformazione professionale/passione per la comunicazione, fa in modo che spesso io mi immagini relazioni e discorsi fra persone o comunicazioni interpersonali che sono ai limiti del ridicolo.
Mi spiego meglio: non c’è situazione che io osservi dalla quale non tragga delle conclusioni tutte mie sul genere di comunicazione e di relazione che c’è fra i protagonisti. Lo faccio sempre, e l’altra sera mi sono capitati 20 minuti perfetti: io seduta sul mio balcone e due ragazzi (entrambi uomini, avranno avuto 30 anni) seduti su un balcone del palazzo di fronte al mio. Abbastanza lontani per non notare che li fissassi.

La prima domanda che mi faccio sempre è: quale tipo di relazione c’è fra i due? Amici, cugini, amanti, fratelli, colleghi,…? Questi due secondo me sono colleghi. Mmmm no, non sono gay. E mantengono una forma e una distanza che è troppa per essere amici o parenti. Sì, sì, sono colleghi. 

Chi è il padrone di casa dei due? Sicuro quello seduto a destra. E’ entrato a prendere 2 birre, poi il posacenere, poi il cellulare. E’ casa sua.

Di quale tema stanno parlando? Di lavoro, ovvio. Del capo stronzo, di cose che non funzionano in ufficio, di affari che vanno male. Il padrone di casa si sarà fumato 5 sigarette in mezz’ora. Quello seduto a sinistra fa un gesto nervoso, continua a tirarsi su, all’altezza della spalla, la manica della t-shirt. Sono entrambi innervositi da qualcosa. Dalla stessa cosa.

Chi è più coinvolto nella discussione? Sicuro l’ospite. Il padrone di casa è interessato e non molla un minuto il filo, ma è l’ospite che lancia e rilancia, lo vedo parlare di più, mentre il padrone di casa fuma, ascolta, risponde.

Sono d’accordo su quanto stanno discutendo? No, o perlomeno non sempre. Il padrone di casa, mentre ascolta, scuote spesso la testa o fa di no con il dito mentre parla… non hanno lo stesso parere e l’ospite non è uno facile da convincere. E non sta zitto un minuto. 

Chi fa finire la discussione? Inaspettatamente, l’ospite. Ha parlato quasi sempre lui, dio santo! Ma a un certo punto si è come spento, ha ascoltato per una decina di minuti cosa aveva da dirgli il padrone di casa e poi si è alzato, ha preso cellulare e chiavi e se li è messi in tasca, mentre il padrone di casa stava ancora parlando. E’ rimasto in piedi ancora qualche miuto, ma muovendosi un po’, come a fargli capire “ora vado”, e poi sono rientrati. 

Ora. Se solo potessi andare da quei due e chiedergli di cosa stavano parlando sul balcone l’altra sera… sono certa che mi risponderebbero “di calcio”. E poi aggiungerebbero: “E tu che problemi hai che ci hai fissati per mezz’ora?”

😉

p.s Illustrazione di Pascal Campion

One Response
  1. Lo faccio sempre sempre sempre anch’io!!! In vacanza ad immaginare le vite degli altri al di fuori del relax temporaneo, in tram ad immaginare dove vanno e cosa faranno, al parco..adoro questo “gioco” tra me e me… siamo uguali;) Brava continua a scrivere.. baci

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