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Bastano trenta secondi.

Da un anno a questa parte (non so perché e non mi vergogno di dire che prima non ci avessi mai pensato un granché), sento che devo fare qualcosa per fare del bene agli altri. Non mi faranno santa, state tranquilli, parlo solo di piccoli gesti che possano, anche in minima parte, aiutare altre persone.

Sono casualmente (ma niente succede mai per caso…) stata contattata da Francesca Sofia, direttore scientifico della Federazione italiana epilessie (FIE), che mi ha raccontato dell’associazione Trenta Ore per la Vita e di come abbia deciso di sostenere un progetto sulle epilessie gravi dei bambini che la FIE vuole portare avanti in Italia. Vi ricordate l’associazione di cui era ed è testimonial (e fondatrice, ho scoperto…) in TV Lorella Cuccarini? Ecco, quella (qui il loro sito: Trenta Ore per la vita)

Mi colpisce sempre molto che ci siano così tante persone che dedicano la loro vita e il loro lavoro quotidiano a fare del bene agli altri o, in generale, a migliorare il mondo in cui viviamo. Lavorano per prevenire, curare o sconfiggere malattie o sindromi terribili, per fare ricerca, per fare squadra, per divulgare. Trenta Ore per la Vita e FIE lo stanno facendo per i bambini con epilessia. Ed io mi sento piccolissima di fronte a queste teste che non si alzano mai, che lavorano duramente, che non demordono. Siete davvero eccezionali.

Insomma, per venire al dunque. Sono diventata personal fundraiser di Trenta Ore per la Vita a favore del progetto FIE, ossia mi impegnerò ad aiutare l’associazione a comunicare alle persone che mi seguono sui social – che, come sapete, sono poche ma buonissime 😉 – un tema molto serio e importante come è l’epilessia.

Il progetto FIE riguarda bambini con epilessie senza diagnosi. Utilizzerà tecnologie innovative per effettuare diagnosi molecolari e applicare strategie di medicina di precisione: conoscendo la causa precisa si interverrà solo su quella.

Le donazioni a favore del progetto vengono raccolte on-line tramite una piattaforma accreditata che si chiama la Rete de Dono. Eccola: Rete del Dono.

L’obiettivo è raccogliere 15.000 euro per 5 bambini con forme gravissime di epilessia, resistenti ai farmaci e associate ad altre disabilità.

Cosa puoi fare? Una piccolissima, piccola, grande o grandissima donazione. In realtà poco importa: sono certa che questi piccolini ti saranno immensamente riconoscenti.

Puoi donare sia sulla Rete del Dono, sia sul sito di Trenta Ore per la Vita, specificando “Progetto FIE”.

Io quest’anno, per Natale, ho scelto di fare questo regalo che farà bene a me stessa e agli altri. Spero possa farlo anche tu con la stessa soddisfazione.

😉

#trentaoreperlavita #federazioneitalianaepilessie #epilessiaparliamone

 

3 Responses
  1. Grazie infinite, finalmente si fa qualcosa x l epilessia. Tutti abbiamo qualche disturbo di salute, persino chi ha un cancro non si vergogna ma ne parla. Quindi perché dell’ epilessia deve essere una vergogna parlarne è chi ne soffre si deve vergognare, nessuno si c’era le malattie, arrivano è si DEVONO CURARE!!!!!Spero tanto in questa ricerca,,, auguri…..

  2. …ho mio nipote Manuel che soffre anche di questo oltre alla sua grave sindrome e capisco la sofferenza di questi bambini e di coloro che gli stanno vicino, credo che oltre le donazioni dovrebbe intervenire lo stato ( che poi siamo sempre noi popolo) in modo più concreto … bambini, ANZIANI e disabili non dovrebbero essere lasciati al successo o meno di donazioni private ma dovrebbero essere assistiti da un governo che finanzia la ricerca in modo concreto…

    1. Confermo e sottoscrivo. Auguri Angelo, un abbraccio.

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